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venerdì 15 settembre 2023

 

Uomo con abito da donna, olio su tavola.

"Credo che l'arte debba dare all'uomo momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana. Invece gli artisti oggi preferiscono lo shock e credono che basti provocare scandalo. La povertà dell'arte contemporanea è terribile, ma nessuno ha il coraggio di dire che il re è nudo."

(Fernando Botero Angulo, pittore e scultore; Medellín, 19 aprile 1932 – Principato di Monaco, 15 settembre 2023)

 

“Di blu mi ero dipinto per intonarmi al cielo, lassù nel firmamento volavo verso il sole e volavo felice ancora più sù, mentre il mondo spariva lontano laggiù…
volavo nel blu, dipinto di blu”
(Francesco Migliacci, detto Franco, paroliere, produttore discografico e talent scout; Mantova, 28 ottobre 1930 – Roma, 15 settembre 2023)

 

 

Enigma, 1888, olio su tela.

(Alfred Agache; Lilla, 29 agosto 1843 – Cour-Cheverny, 15 settembre 1915)

 


"When casting people have a call for a woman who looks like the wrath of God, I'm notified."

(Virginia Gregg, attrice; Harrisburg, 6 marzo 1916 – Los Angeles, 15 settembre 1986)

 


"Well, you have to accept typecasting to a point because it's your daily bread."

(John Hoyt, pseudonimo di John McArthur Hoysradt, attore; New York, 5 ottobre 1905 – Santa Cruz, 15 settembre 1991)

 


"People tell me all the time that I look forbidding or aloof. That doesn't bother me much - I am fairly private, withdrawn, and ... distant, I guess. But, um, I think that's okay."

(Ric Ocasek, pseudonimo di Richard Theodore Otcasek, cantante, compositore e produttore discografico; Baltimora, 23 marzo 1944 – New York, 15 settembre 2019)

sabato 15 settembre 2018

Due ragazzi e una ragazza che fanno musica, 1629, olio su tela, 68,3x84,5 cm., National Gallery, Londra.
(Jan Miense Molenaer; Haarlem, 1610 ca. – Haarlem, 15 settembre 1668)
Natura morta con straccio rosso, 1931, olio su tela, 89,5x60 cm.
(Dick Ket; Den Helder, 10 ottobre 1902 – Bennekom, 15 settembre 1940)
"When you're deep asleep and not dreaming, where the fuck are you? There's total blackness, it's nothing, right? So I'm hoping that's what death is, that it's all gonna go. I don't want to deal with any consciousness afterward."
(Harry Dean Stanton, attore; Irvine, 14 luglio 1926 – West Hollywood, 15 settembre 2017)
"Devo chiederle ancora molte cose. Di questo "chador" a esempio, che mi hanno messo addosso per venire da lei e che lei impone alle donne, mi dica: perché le costringe a nascondersi come fagotti sotto un indumento scomodo e assurdo con cui non si può lavorare né muoversi? [...] E comunque non mi riferisco soltanto a un indumento ma a ciò che esso rappresenta: cioè la segregazione in cui le donne sono state rigettate dopo la Rivoluzione. Il fatto stesso che non possano studiare all'università con gli uomini, ad esempio, né lavorare con gli uomini, né fare il bagno in mare o in piscina con gli uomini. Devono tuffarsi a parte con il "chador". A proposito, come si fa a nuotare con il "chador"? [«Tutto questo non la riguarda. I nostri costumi non vi riguardano. Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla. Perché la veste islamica è per le donne giovani e perbene.»] Molto gentile. E, visto che mi dice così, mi tolgo subito questo stupido cencio da medioevo." Dall'intervista a Ruhollah Khomeini, Corriere della Sera, 26 settembre 1979.
(Oriana Fallaci, scrittrice e giornalista; Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006)
"La gente vive male la propria sessualità. La vera perversione è la routine, l'abbrutimento nel lavoro quotidiano. La pornografia invece esalta il lato oscuro del desiderio. Il sesso è anche nero, contorto, corrosivo; non è sempre una cosa solare, gioiosa. A me piace l'oscenità; mi annoia invece la volgarità, che è cattivo gusto e basta. L'osceno è "il" sublime." Dall'intervista La filosofia di Moana, a cura di Roberto D'Agostino.
(Moana Pozzi, nome completo Anna Moana Rosa Pozzi, pornostar e wannabe politica; Genova, 27 aprile 1961 – Lione, 15 settembre 1994)
Il giardino alla francese o giardino formale francese (in francese Jardin à la française o Jardin régulier) rappresenta l'espressione del classicismo barocco nell'arte del giardinaggio; uno stile di giardini incentrato sulla simmetria, decorazioni vegetali ricercate, statue, giochi d'acqua e grandiose prospettive che si perdono nelle foreste naturali. È un dare un ordine alla natura ricercando una perfezione formale in una sontuosità teatrale. Sviluppatosi dal giardino rinascimentale francese (a sua volta fortemente improntato sul giardino all'italiana) culmina nel XVII secolo con la creazione dei Giardini di Versailles dal celebre architetto André Le Nôtre per Luigi XIV di Francia; atti a divenire un esempio da seguire per tutte le corti d'Europa. 
Il primo importante giardino alla francese era quello del castello di Vaux-le-Vicomte (vedi foto), voluto da Nicolas Fouquet, il sovrintendente alle finanze del re Luigi XIV di Francia. Verso il 1656 Fouquet commissionò a Louis Le Vau il progetto del castello e a André Le Nôtre la creazione dei giardini. Per la prima volta il castello e il parco apparivano perfettamente integrati. Una grande prospettiva di 1500 metri parte dai piedi del castello, taglia il bosco e attraversando tutto il parco, termina in cima a una collinetta ove è posta la statua ispirata all'Ercole Farnese. Lo spazio è organizzato con vialetti intervallati da statue, fontane, vasche, canali secondo una disposizione simmetrica all'asse prospettico. All'inizio della prospettiva è l'Esplanade (spianata) ritmata da parterres bordati da siepi sempreverdi ora disposte anche a disegno che, con l'aggiunta di sabbie colorate, formano i cosiddetti ricami vegetali barocchi. Il castello è al centro di questa ferrea organizzazione dello spazio, a simboleggiare il "potere e il successo". Dal castello si irradia il giardino, anche concepito per essere visto dalle finestre del Piano nobile, il primo piano. (da Wikipedia)
(André Le Nôtre, architetto del paesaggio; Parigi, 12 marzo 1613 – Parigi, 15 settembre 1700)