"It's funny after all that time how I can still love him so much." a proposito del suo ex marito, Laurence Olivier che l'abbandonò per Vivien Leigh.
(Jill Esmond, attrice; Londra, 26 gennaio 1908 – Wimbledon, 28 luglio 1990)
"It's funny after all that time how I can still love him so much." a proposito del suo ex marito, Laurence Olivier che l'abbandonò per Vivien Leigh.
(Jill Esmond, attrice; Londra, 26 gennaio 1908 – Wimbledon, 28 luglio 1990)
"My father was very strict, and when I had a date, my poppa came in and just bawled the boy out, and I was furious with my father. My momma used to keep extra money in the sugar bowl, and I thought to myself, 'Well, I'm going to take that money, and I'm going to New York', because I wanted to be an actress. As I went to the station, I saw a great big sign with oranges growing which said California, and I said, 'What the devil! I'll go to California and get in pictures!' And so I did. I got a job the first day I went on an interview."
(Bess Flowers, attrice apparsa in circa 800 film; Sherman, 23 novembre 1898 – Los Angeles, 28 luglio 1984)
"I'm a stage actor by heart and by profession. I was a movie star by necessity and a desire to eat."
(Minor Watson, attore; Marianna, 22 dicembre 1889 – Alton, 28 luglio 1965)
"Progressista è una parola che è difficile ormai pronunciare senza arrossire, per la totale vacuità del significato che ha assunto. L'idea di progresso è stata ridicolizzata dalla storia, oltre che dal pensiero, ma a guardarci intorno si direbbe che nulla sia avvenuto. L'unico ambito in cui la parola «progresso» ha un significato incontrovertibile è quello tecnologico. Ma sappiamo benissimo che il progresso tecnologico può convivere con qualsiasi atrocità." da Il tramonto dei progressisti, Corriere della Sera, 7 aprile 2007, p. 39.
(Roberto Calasso, scrittore, saggista ed editore; Firenze, 30 maggio 1941 – Milano, 28 luglio 2021)
"Parlando, Calvino si inceppava, si interrompeva, emetteva frammenti e rottami aforistici: anche a me riesce quasi impossibile infilare un condizionale e un congiuntivo, o tanto peggio un congiuntivo dietro un altro congiuntivo; ma Manganelli parlava superbamente. Non ho mai ascoltato nessuno parlare così. Come un grande padre predicatore o un papa rinascimentale o un diplomatico secentesco, ostentava gerundi, participi presenti, parole rare, proposizioni subordinate dentro altre proposizioni subordinate, piuccheperfetti, con una esattissima consecutio temporum, nutrendosi avidamente di parole sanguinanti arrosti di sostantivi, colorati contorni di aggettivi, folleggianti salse di verbi e di avverbi. Lo straordinario era che, in lui, il pensiero più sottile e complicato diventava subito, senza un attimo di incertezza e di dubbio, forma verbale: a tal punto la sua mente era dominata dall'istinto formale." da Giorgio, malinconico tapiro, la Repubblica, 18 luglio 1990.
(Pietro Citati, scrittore, saggista, critico letterario e biografo; Firenze, 20 febbraio 1930 – Roccamare, 28 luglio 2022)
"Persevere, and never allow anything or anyone to deter you from your passion. The world will cheer you one day and dismiss you the next so treat fanfare and failure as twins."
(Eugene Harrison Roche, attore; Boston, 22 settembre 1928 – Encino, 28 luglio 2004)
"Tutta la nostra società è fatta per dare spago alla violenza, e allora violenza produce violenza, non c'è niente da fare. Per questo anche il mio essere vegetariano è una scelta morale. Ma come si può allevare la vita per uccidere e mangiarsela? Come si può tenere in delle spaventose, spaventose gabbie, migliaia e migliaia e migliaia di polli a cui si deve tagliare il becco perché non becchino, impazziti come sono, le galline che gli stanno avanti? Come si può allevare un vitello – che è bello, no? – un piccolo vitello, chiuderlo in una scatola di ferro, in una gabbia di ferro, perché cresca anchilosato dentro e la sua carne rimanga bianca? Tutto per ingrassare, tutto perché possiamo avere anche noi parte di questa realtà, ce la possiamo mangiare. Hai mai sentito gli urli di un macello di maiali? E come puoi mangiare il maiale, poi? È impossibile."
(Tiziano Terzani, scrittore e giornalista; Firenze, 14 settembre 1938 – Pistoia, 28 luglio 2004)