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domenica 3 settembre 2023

Barbara O'Neil, attrice famosa per Amore sublime, Via col vento e Paradiso proibito per cui fu candidata al Premio Oscar come miglior attrice non protagonista (Saint Louis, 17 luglio 1910 – Cos Cob, 3 settembre 1980)

 


"La Dc a Palermo vive con l'espressione peggiore del suo attivismo mafioso, oltre che politico [...]. Lo Stato affida la tranquillità della sua esistenza non già alla volontà di combattere e debellare la mafia e una politica mafiosa, ma allo sfruttamento del mio nome per tacitare l'irritazione dei partiti [...] pronti a buttarmi al vento non appena determinati interessi saranno o dovranno essere toccati o compresi." dal diario privato del Generale dalla Chiesa, 30 aprile 1982.

(Carlo Alberto dalla Chiesa, generale e prefetto, ucciso dalla mafia; Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982)

 


"Ho "rubato" qualcosa a ciascuno dei tecnici che ho avuto. Da Parola la capacità di responsabilizzare i giovani, da Trapattoni la capacità di tenere unito lo spogliatoio, da Marchesi la serenità. E da Bearzot quella straordinaria umanità che è la base di ogni successo."

(Gaetano Scirea, calciatore; Cernusco sul Naviglio, 25 maggio 1953 – Babsk, 3 settembre 1989)

 


"Il buon doppiatore deve rinunciare all'idea di interpretare il ruolo che gli viene affidato, perché è già stato recitato da un altro. Il suo compito è, invece, quello di andare il più vicino possibile all'interpretazione dell'attore cui dà la voce... Obiettivo del doppiatore è capire quello che l'attore ha voluto dire, in qualunque lingua l'abbia fatto. Bisogna porsi al suo servizio."

(Ferruccio Amendola, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio; Torino, 22 luglio 1930 – Roma, 3 settembre 2001)

 

"Movies are so rarely great art that if we cannot appreciate great trash, we have very little reason to be interested in them."

(Pauline Kael, temutissima critica cinematografica del magazine The New Yorker; Petaluma, 19 giugno 1919 – Great Barrington, 3 settembre 2001)


 

"I think the toughest scene for me to film was the two dead girls, simply because I had a lot of crying to do, a lot of howling to do, and it really drained me." a proposito de Il miglio verde, 1999.

(Michael Clarke Duncan, attore; Chicago, 10 dicembre 1957 – Los Angeles, 3 settembre 2012)

 


"For the January 1990 cover of British Vogue, the editor at the time, Liz Tilberis, wanted me to capture the new mood, and woman, of the ’90s. When I thought about the concept, I thought there can’t just be one face to represent a whole decade, there has to be a group of women, and so we shot Tatjana Patitz, Christy Turlington, Linda Evangelista, Naomi Campbell and Cindy Crawford all together on the corner of Watt Street in downtown New York. There was a fantastic energy on that shoot, and over the past few years I’ve done more portraits of them together. It’s very touching to see that they’re still as close, and just as beautiful. I have always tried to show the real, gritty side of New York as the backdrop to my work; from Donna Karan’s first DKNY campaign in 1989 to the many shoots I have done for Harper’s Bazaar and US and Italian Vogue. I’m constantly inspired by the rough, wild version of New York as immortalized in black and white mafia films like Once Upon a Time in America, or On The Waterfront with Marlon Brando, or Jim Jarmusch’s Stranger Than Paradise, which I think perfectly captures the dark side of the city. I like places with an edge, like the Meatpacking District and Dumbo in Brooklyn, the then-barren back streets beneath the Manhattan Bridge."

(Peter Lindbergh, pseudonimo di Peter Brodbeck, fotografo; Leszno, 23 novembre 1944 – Parigi, 3 settembre 2019)

lunedì 3 settembre 2018

"I thought drama was when the actors cried. But drama is when the audience cries."
(Frank Russell Capra, nato Francesco Rosario Capra, regista, sceneggiatore, produttore; Bisacquino, 18 maggio 1897 – La Quinta, 3 settembre 1991)
"Chi non ha visto Venezia in aprile, non può immaginare tutta la bellezza inesprimibile di questa città d'incanto. La dolcezza della morbida primavera si addice a Venezia, come il sole abbacinante d'estate si addice alla splendida Genova, e l'oro e la porpora dell'autunno a Roma, grande e antica. La bellezza di Venezia commuove e fa nascere desideri, come la primavera; stanca e lusinga come la promessa di una vicina, misteriosa felicità. Tutto è luminoso e comprensibile, e tutto è avvolto nel fumo sonnolento di un silenzio incantanto. Tutto tace ed è tutto gradevole; tutto è femminile, dallo stesso nome: non per niente l'hanno chiamata «la Bella». Le sagome dei palazzi e delle chiese si alzano lievi e stupende, come il sogno di un giovane Iddio; c'è qualcosa di fiabesco, qualcosa di strano, che affascina, nel luccicare verdastro e nelle sfumature di seta dell'acqua tranquilla dei canali, nella silenziosa corsa delle gondole, nella mancanza di quell'irritante frastuono della città, di suoni e rumori. «Venezia muore, si è spopolata» dicono i suoi abitanti; le mancava forse quest'ultima grazia, la grazia di appassire in fiore, nel trionfo della bellezza. Chi non l'ha vista, non sa: nè Canaletto nè Guardi (per non parlare degli ultimi pittori), hanno potuto cogliere quel lieve clima d'argento, l'orizzonte vago e vicino, la divina armonia delle linee più delicate e dei colori più languidi. Chi ha già vissuto e sofferto non venga a Venezia. Gli verrebbe l'amarezza dei sogni giovanili non realizzati. Ma sarà dolce a chi ha ancora se si sente teso alla gioia; allora porterà la sua gioia sotto i cieli incantati, e per quanto sia luminosa, la indorerà con la loro luce smagliante." Da Alla vigilia, in Tutti i romanzi, traduzione di Ettore Lo Gatto, Mursia, Milano, 1959, pp. 372-373.
(Ivan Sergeevič Turgenev, scrittore e drammaturgo; Orël, 9 novembre 1818 – Bougival, 3 settembre 1883)
Immanuel Nobel il giovane; Gävle, 24 marzo 1801 – Heleneborg, 3 settembre 1872) è stato un ingegnere, architetto, inventore e imprenditore svedese. 
Nel 1838 Immanuel si trasferì dalla Svezia in Russia, per vendere le sue invenzioni a San Pietroburgo, dove visse per due decenni con la sua famiglia.
Immanuel Nobel disegnò alcuni dei primi motori a vapore di navi russe, installò il primo impianto di riscaldamento centralizzato di case russe e fu il primo a sviluppare il moderno compensato tagliato con un tornio a rotazione. Progettò anche una versione migliorata della mina esplosiva subacquea, alla quale si interessò personalmente lo zar Nicola I di Russia.
Immanuel fondò una fabbrica di materiale bellico, la Fonderies et Ateliers Mécaniques Nobel Fils, che dapprima risultò essere un affare molto redditizio. Tuttavia, la morte di Nicola I nel 1855 e la fine della guerra di Crimea nel 1856 portarono un cambiamento nelle politiche russe e il nuovo zar Alessandro II ordinò un severo taglio del bilancio militare, ciò alla fine condusse la società di Immanuel in gravi difficoltà economiche. Nel 1859 Immanuel passò la gestione tecnica del Nobel Fils a suo figlio Ludvig e tornò in Svezia. Nel 1862, infine, la società fu venduta dai creditori.
Dopo essere tornato in Svezia Immanuel, con i figli Alfred ed Emil aprirono una fabbrica ad Heleneborg, a Stoccolma, dove fecero esperimenti con la nitroglicerina e dove, nel 1864 si verificò una forte esplosione che uccise Emil ed altre quattro persone. Le autorità vietarono ulteriori esperimenti nel paese, ma Immanuel e Alfred proseguirono su una chiatta ancorata nel lago. (da Wikipedia)

Studio di tre pavoni, 1669-'71, olio su tela, Museo del Louvre, Parigi.
(Pieter Boel, Anversa, 22 ottobre 1622 – Parigi, 3 settembre 1674)