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martedì 31 marzo 2026


 

Hristo Živkov, attore ricordato per Il mestiere delle armi, La passione di Cristo e In memoria di me; Sofia, 18 febbraio 1975 – Los Angeles, 31 marzo 2023) 


 

"Se non si ha la volontà e la capacità di pensare e disegnare un progetto di società per il quale battersi, fare politica, non importa se nei partiti o nell’associazionismo, è un’impostura: è puro e semplice desiderio di potere."

(Elena Marinucci, politica; L'Aquila, 18 agosto 1928 – Roma, 31 marzo 2023) 

 


"I can safely say that every movie role I was ever offered that had any real quality went to someone else."

(Barbara Rush, attrice; Denver, 4 gennaio 1927 – Westlake Village, 31 marzo 2024) 

 


"The competition is incredible. The terrible thing about acting is that there are so many of us, there isn't enough work. And we're so emotionally insecure. That's why all actors are neurotic and crazy. God knows I am. You live in your emotions, and you overreact to things." 

(Sian Barbara Allen, nata Barbara Susan Pokrass, attrice; Reading, 12 luglio 1946 – Chapel Hill, 31 marzo 2025) 

domenica 31 marzo 2019

Al caffè, litografia.
(Alberto Sughi; Cesena, 5 ottobre 1928 – Bologna, 31 marzo 2012)
"Io che Bacco seguendo, le sue tigri,
Che al carro allaccia, con la dura sferza,
E col pungolo mio spesso attizzai;
Sicché per vie novelle, in questa etate,
Ebbro sovente in Baccanal fui tratto:
Sazio di più innestar pampini, e tralci,
Dopo tant'anni che a le viti intorno,
Per trarne il frutto, in compagnia sudai;
Alfin con nuova età cangiando cielo,
E dal superbo Eridano passando
A la sinistra man del picciol Reno,
Dov'ebber gli avi miei nido e riposo,
Di vignajuolo, agricoltor son fatto:
E canterò la canape, e la vera
Cultura d'un sì nobile virgulto,
Che ne' campi d'Italia, e piucchè altrove,
Nel felsineo terreno, e nel vicino
Centese floridissimo recinto,
(Dov'è una terra, che città può dirsi,
Tanto in se stessa, e ne' suoi degni e illustri
Abitatori oggi è pregiata al mondo)
S'alza e verdeggia, e selve forma ombrose,
Quando la stagion fervida comincia
A cuocer l'aria, e finché il Lion rugge
Nel ciel, dura a far ombra su la terra." (da Il canapaio, 1741)
(Girolamo Baruffaldi, presbitero, poeta e letterato italiano, noto anche per la fabbricazione di clamorosi falsi filologici localistici che ingannarono persino Foscolo, Carducci e Leopardi; Ferrara, 17 luglio 1675 – Cento, 31 marzo 1755)
"Of course I believe imaginative architecture can make a difference to people's lives, but I wish it was possible to divert some of the effort we put into ambitious museums and galleries into the basic architectural building blocks of society."
(Zaha Hadid; Baghdad, 31 ottobre 1950 – Miami, 31 marzo 2016)
foto: dettaglio del centro culturale Heydar Aliyev (2007–2012) Baku, Azerbaigian.

sabato 31 marzo 2018

"I don't know if I was destined to play this role, but I feel very fortunate to be doing so." Da un'intervista durante le riprese del suo ultimo e fatale film Il Corvo - The Crow.
(Brandon Bruce Lee, Oakland, 1º febbraio 1965 – Wilmington, 31 marzo 1993)
Pippa Bacca, pseudonimo di Giuseppina Pasqualino di Marineo (Milano, 9 dicembre 1974 – Gebze, 31 marzo 2008), è stata un'artista italiana. 
Il filo conduttore della sua arte è la trasformazione degli oggetti in altri oggetti, generalmente con il semplice uso delle forbici: ad esempio, le foto delle persone che le hanno dato un passaggio in macchina vengono ritagliate fino ad assumere la forma di un mezzo di trasporto; l'uncinetto viene usato per creare lavori a maglia con forme falliche o sessualmente allusive; l'opera Surgical mutations ("Mutazioni chirurgiche") è costituita da foglie raccolte in un bosco e ritagliate in modo da trasformarle in foglie di altre specie vegetali.
L'artista venne brutalmente assassinata il 31 marzo 2008 in Turchia durante la performance itinerante Spose in Viaggio, con cui si proponeva di attraversare, in autostop, 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo. (da wikipedia)

"In quel giorno era impossibile passeggiare. La mattina avevamo errato per un'ora nel boschetto spogliato di foglie, ma dopo pranzo (quando non vi erano invitati, la signora Reed desinava presto), il vento gelato d'inverno aveva portato seco nubi così scure e una pioggia così penetrante, che non si poteva pensare a nessuna escursione.
Ne ero contenta. Non mi sono mai piaciute le lunghe passeggiate, sopra tutto col freddo, ed era cosa penosa per me di tornar di notte con le mani e i piedi gelati, col cuore amareggiato dalle sgridate di Bessie, la bambinaia, e con lo spirito abbattuto dalla coscienza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, a John e a Georgiana Reed." Incipit di Jane Eyre, o Le memorie di un'istitutrice.
(Charlotte Brontë; Thornton, 21 aprile 1816 – Haworth, 31 marzo 1855)