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venerdì 7 luglio 2023

 

Calimero, 1963.

 (Toni Pagot, pseudonimo di Antonio Pagotto, funettista, animatore e regista; Milano, 16 dicembre 1921 – Roncello, 7 luglio 2001)

 


"I love it when Cap’n Andy says in the last act, ‘The lucky people are the ones that get to do what they enjoy doin’.’That’s the way I feel about my work. I’m one of the lucky people.” a proposito del suo personaggio in Show Boat.

 (John McMartin, attore; Warsaw, 18 novembre 1929 – New York, 7 luglio 2016)

 


"Quando si ricorre a mezzi blindati e mitragliatrici, lo si fa immancabilmente con una copertura ideologica. Ma non si può giustificare l'impiego di tonnellate di acciaio contro l'inerme carne umana, senza averla preventivamente accusata della divulgazione di idee perniciose per il popolo e per la società. A tal punto perniciose, che le corazze dei carri armati e le pallottole esplosive non sempre bastano a contrastarle. In altri termini, il boia è stato sempre preceduto dall'inquisitore, la mannaia e il patibolo sono stati sempre puntellati dai dogmi della fede. E in questo senso gli autodafé medievali non si distinguono granché dai processi degli anni Trenta."

 (Eduard Shevardnadze, politico sovietico e dal 1991 georgiano; Lanchkhuti, 25 gennaio 1928 – Tbilisi, 7 luglio 2014)

"It was like a bad version of "The Catcher In The Rye". My mother was groovy-looking and was married four times. I got booted out of three prep schools - St.Paul's, Peddie and Lawrenceville - and never got past the ninth-and-a-half grade. I was on athletics scholarships and I never went to classes." a proposito della sua infanzia.

 (Robert John Downey Sr., nato Robert John Elias, attore, sceneggiatore e regista; New York, 24 giugno 1936 – New York, 7 luglio 2021)

"Benché muto, e dunque privo di un elemento essenziale della storia, la musica, il film «di» Lon Chaney conserva del romanzo tutta la violenza, i passi più arditi, le grandi invenzioni visive, e il lato oscuro, l'atmosfera stregonesca, il senso dell'orrore autentico, dell'amour fou, della fatalità. Additato a suo tempo da una parte della critica e del pubblico come prodotto che per crudeltà e violenza era da considerare pornografico, e in effetti impensabile solo pochi anni più tardi per l'avvento del codice di autocensura dei produttori, quel film inaugurò nel cinema il genere «horror» e ebbe uno strepitoso successo in tutto il mondo." a proposito del film del 1925 Il fantasma dell'Opera.

 (Vieri Razzini, critico e produttore cinematografico, giornalista, sceneggiatore, autore televisivo e traduttore; Firenze, 3 luglio 1940 – Roma, 7 luglio 2022)

domenica 7 luglio 2019

Heinrich Nestlé (Francoforte sul Meno, 10 agosto 1814 – Les Planches, 7 luglio 1890) è stato un imprenditore tedesco naturalizzato svizzero che fondò la società Nestlé nel 1866 e fu l'inventore dell'alimento per bambini detto farina lattea (latte in polvere).
Heinrich nacque da Johann Ulrich Matthias (1776-1838), maestro vetraio e commerciante, e Anna Maria Catharina Ehemann (1779-1839) ed era l'undicesimo di quattordici figli nati nel giro di 21 anni: sette maschi e sette femmine, di cui però solo due sorelle oltre a lui arrivarono all'età adulta.
Crebbe in Germania, ma dopo l'apprendistato di farmacista svolto a Francoforte, ebbe un periodo di formazione che lo portò da più parti fino ad arrivare a Losanna, dove il 29 novembre 1839 superò l'esame di ammissione per aiuto farmacista. Si stabilì quindi sulle rive del lago Lemano, adattò al francese il proprio nome (Henri Nestlé invece di Heinrich Nestle) e s'impiegò nella farmacia di Marc Nicollier a Vevey, dove iniziò a familiarizzare coi metodi del chimico tedesco Liebig.
Con l'aiuto finanziario di una sua ricca zia, nel 1843 aprì una propria azienda nei pressi della stazione ferroviaria di Vevey, nell'odierna Rue des Bosquets, dove produsse con modesto successo olio, liquori, aceto, concime, acqua minerale gassata artificialmente e gas naturale liquefatto, avviò quindi un commercio di prodotti per illuminazione e scoprì un procedimento per la fabbricazione del cemento Portland.
Si sposò con Clémentine Ehmant nel 1860, ma la coppia non ebbe figli.
Colpito dagli elevati livelli di mortalità infantile, nel 1867 Nestlé inventò e produsse, secondo i criteri scientifici promossi da Liebig, un alimento specifico per neonati sofferenti di malnutrizione a base di latte e cereali, a cui aveva tolto l'amido per favorirne la digeribilità, che fosse buono di gusto e facile da preparare (Farine Lactée Henri Nestlé). Lavorando insieme a scienziati e medici arricchì il prodotto con ferro e altri additivi così da renderlo il più completo dell'epoca, adatto anche ad adulti sofferenti di problemi nutrizionali.
Ebbe modo di somministrare il prodotto a un bimbo nato prematuro che sopravvisse e ciò fu la miglior pubblicità del nuovo ritrovato. Lo stesso anno Nestlé ricevette la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi (1867) per questa sua farina lattea e il prodotto ebbe un tale successo che nel 1874 ne erano già state vendute oltre un milione di confezioni in più di 20 Paesi nei cinque continenti, ponendo le basi per il futuro sviluppo del gruppo Nestlé.
Nel 1874 Henri Nestlé vendette l'impresa, il nome e la marca a tre impresari della regione, che fondarono la Société Anonime Farine Lactée Henri Nestlé, e si ritirò a vita privata nella sua villa di Glion, sopra Montreux, dove morì di attacco cardiaco il 7 luglio 1890. Fu seppellito nel cimitero Territet in Montreux.(da Wikipedia)
Battista Sforza (Pesaro, gennaio 1446 – Gubbio, 7 luglio 1472), figlia di Alessandro Sforza, signore di Pesaro, e moglie di Federico da Montefeltro, conte di Urbino a cui diede sette figli. Colta e di carattere, seppe reggere il governo nei lunghi periodi in cui il marito era assente in guerra e trattò come suoi i figli che Federico aveva avuto da altre donne. 
Era anche terziaria francescana e chiese di essere sepolta con un semplice saio nella fossa comune delle monache del convento di S. Chiara a Urbino.
Foto: Battista Sforza nel ritratto probabilmente postumo eseguito da Piero della Francesca e conservato agli Uffizi, Firenze.
"Il portatore d'arte è statisticamente asociale, sa poco o niente di ciò che viene prima e dopo di lui, vive solo per il suo materiale interiore, per esso raccoglie in sé impressioni, se le tira dentro, così profondamente dentro di sé fino a toccare il suo materiale, sommuoverlo e provocare delle scariche. A lui non interessa la diffusione, l'azione in superficie, l'allargamento della ricezione, la cultura. Egli è freddo, il materiale va mantenuto freddo, egli deve dare forma ai sentimenti, alle ebbrezze a cui gli altri possono umanamente abbandonarsi, e ciò significa indurirli, raffreddarli, conferire stabilità a ciò che è molle. Per molti aspetti è cinico e afferma addirittura di non essere nient'altro che questo, mentre gli idealisti siedono tra i portatori di cultura e i ceti che producono reddito." Da Deve la poesia migliorare la vita?, in Lo smalto sul nulla.
(Gottfried Benn, poeta, scrittore, saggista; Mansfeld, 2 maggio 1886 – Berlino, 7 luglio 1956)
"It's awfully considerate of you to think of me here, and I'm most obliged to you for making it clear that I'm not here."
(Roger Keith "Syd" Barrett, cantautore, chitarrista, leader e fondatore dei Pink Floyd, pittore; Cambridge, 6 gennaio 1946 – Cambridge, 7 luglio 2006)
Dorian Leigh, all'anagrafe Dorian Elizabeth Leigh Parker, supermodella e chef; San Antonio, 23 aprile 1917 – Falls Church, 7 luglio 2008)