(Toni Pagot, pseudonimo di Antonio Pagotto, funettista, animatore e regista; Milano, 16 dicembre 1921 – Roncello, 7 luglio 2001)
(Toni Pagot, pseudonimo di Antonio Pagotto, funettista, animatore e regista; Milano, 16 dicembre 1921 – Roncello, 7 luglio 2001)
"I love it when Cap’n Andy says in the last act, ‘The lucky people are the ones that get to do what they enjoy doin’.’That’s the way I feel about my work. I’m one of the lucky people.” a proposito del suo personaggio in Show Boat.
(John McMartin, attore; Warsaw, 18 novembre 1929 – New York, 7 luglio 2016)
"Quando si ricorre a mezzi blindati e mitragliatrici, lo si fa immancabilmente con una copertura ideologica. Ma non si può giustificare l'impiego di tonnellate di acciaio contro l'inerme carne umana, senza averla preventivamente accusata della divulgazione di idee perniciose per il popolo e per la società. A tal punto perniciose, che le corazze dei carri armati e le pallottole esplosive non sempre bastano a contrastarle. In altri termini, il boia è stato sempre preceduto dall'inquisitore, la mannaia e il patibolo sono stati sempre puntellati dai dogmi della fede. E in questo senso gli autodafé medievali non si distinguono granché dai processi degli anni Trenta."
(Eduard Shevardnadze, politico sovietico e dal 1991 georgiano; Lanchkhuti, 25 gennaio 1928 – Tbilisi, 7 luglio 2014)
"It was like a bad version of "The Catcher In The Rye". My mother was groovy-looking and was married four times. I got booted out of three prep schools - St.Paul's, Peddie and Lawrenceville - and never got past the ninth-and-a-half grade. I was on athletics scholarships and I never went to classes." a proposito della sua infanzia.
(Robert John Downey Sr., nato Robert John Elias, attore, sceneggiatore e regista; New York, 24 giugno 1936 – New York, 7 luglio 2021)
"Benché muto, e dunque privo di un elemento essenziale della storia, la musica, il film «di» Lon Chaney conserva del romanzo tutta la violenza, i passi più arditi, le grandi invenzioni visive, e il lato oscuro, l'atmosfera stregonesca, il senso dell'orrore autentico, dell'amour fou, della fatalità. Additato a suo tempo da una parte della critica e del pubblico come prodotto che per crudeltà e violenza era da considerare pornografico, e in effetti impensabile solo pochi anni più tardi per l'avvento del codice di autocensura dei produttori, quel film inaugurò nel cinema il genere «horror» e ebbe uno strepitoso successo in tutto il mondo." a proposito del film del 1925 Il fantasma dell'Opera.
(Vieri Razzini, critico e produttore cinematografico, giornalista, sceneggiatore, autore televisivo e traduttore; Firenze, 3 luglio 1940 – Roma, 7 luglio 2022)