"Le immagini della pubblicità dicono di più sui nostri tempi che l'arte che trovi nelle gallerie" da Timidezza e dignità.
(Dag Solstad, scrittore e sceneggiatore; Sandefjord, 16 luglio 1941 – Oslo, 14 marzo 2025)
"Le immagini della pubblicità dicono di più sui nostri tempi che l'arte che trovi nelle gallerie" da Timidezza e dignità.
(Dag Solstad, scrittore e sceneggiatore; Sandefjord, 16 luglio 1941 – Oslo, 14 marzo 2025)
(Sandra Faye Warner, anche conosciuta come Sandy Warner e in seguito come Sandra Warner Gendel, modella, attrice e cantante; Middletown, New York, 12 maggio 1934 – Los Angeles, 13 marzo 2022)
(Marcello Gandini, designer; Torino, 26 agosto 1938 – Rivoli, 13 marzo 2024)
"Non ho mai chiesto, né chiedo, né chiederò mai la grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie e non una grazia."
(Bruno Contrada, poliziotto, agente segreto, dirigente della Polizia di Stato e del SISDE e ondannato in via definitiva nel 2007 a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa; Napoli, 2 settembre 1931 – Palermo, 12 marzo 2026)
(Agostino De Romanis; Velletri, 14 giugno 1947 – Velletri, 13 marzo 2025)
"Sulla stepchild adoption sono rimasta amareggiata sia da come è stata trattata che, ovviamente, dal suo stralcio [dal DDl Cirinnà]. Ho conosciuto meravigliose famiglie omogenitoriali in America e un paio qui da noi, ed è certo che oltreoceano hanno ben più possibilità di viversela come le cosiddette famiglie "normali". Anche su la "gestazione per altri", orrendo il termine utero in affitto, la mia posizione è di grande accettazione, anche se io mai ci ricorrerei né mi presterei. Ma per me le libertà individuali sono al di sopra di tutto. Vorrei soprattutto che si ottimizzasse l'istituto dell'adozione, per tutti, single compresi." da un'intervista di Alessio Poeta del 2016.
(Enrica Bonaccorti, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica, paroliera; Savona, 18 novembre 1949 – Roma, 12 marzo 2026)
"You don't really begin working creatively until you are at a point where you don't know."
(Věra Chytilová, regista; Ostrava, 2 febbraio 1929 – Praga, 12 marzo 2014)
"The truth may be out there, but the lies are inside your head."
(Terry Pratchett, nome completo Terence David John Pratchett, scrittore; Beaconsfield, 28 aprile 1948 – Broad Chalke, 12 marzo 2015)
"There is this idea that women at the top are ‘killers’. But my premise in the film is that if women occupied decision-making positions in significant numbers, if they didn’t need to fight their way to the top, there would be fewer killers. That’s why Emmanuelle is not a killer. I was speaking to female journalists when the movie came out and, when I said it was important to have more women at the top, they said: “Oh yes, like Thatcher!”. Can you imagine? It’s as though I’d mentioned men in power and they’d said: “Oh yes, Hitler!”. Enough already…" a proposito della protogonista del suo film Numéro Une del 2017.
(Tonie Marshall, attrice, sceneggiatrice e regista; Neuilly-sur-Seine, 29 novembre 1951 – Parigi, 12 marzo 2020)
"Sometimes the best thing you could do is a real bad film . . . you could improvise all over the place and probably only improve the script."
(Bruce Herbert Glover, attore; Chicago, 2 maggio 1932 – Los Angeles, 12 marzo 2025)
"All of my peers died of AIDS, and I have no one to celebrate my past or my journey, or to help me pass down stories to the next generation. We lost an entire generation of storytellers with HIV."
(David Mixner, attivista per i diritti civili - in particolare quelli delle persone LGBT - e filantropo; Bridgeton, 16 agosto 1946 – New York, 11 marzo 2024)
"(...) Una delle cose che ho tentato di ottenere in seguito con «Babilonia» è stata la convivenza – che sembrava impossibile – delle due anime del movimento. Ricordo che nei primi tempi ero terrorizzato dalle checche, io non mi riconoscevo in loro. Andavo in via Morigi e c’erano queste matte che ti saltavano addosso… io ero terrorizzato perché non mi sentivo così e loro non rappresentavano quello che provavo… (…) è stata una sfida e in qualche modo credo di averla vinta… di accogliere tutte e due queste anime, che quasi sembravano un ossimoro, l’una il contrario dell’altra. Anche oggi io rivendico come legittime sia la checcaggine che la militanza seria: ci vogliono tutte e due. Va detto che in quei momenti lì era più violenta e più efficace la checcaggine perché scioccava la gente… gli altri militanti al confronto sembravano persone normali. Io ho una mente che ama l’ironia, il sarcasmo, la trasgressività… in seguito mi sono travestito anche io da donna, ne ho fatte di tutti i colori, però allora ero terrorizzato…" da un'intervista di Giorgio Bozzo del 2024.
(Ivan Teobaldelli, scrittore, giornalista, gallerista e fondatore nel 1982 - con Felix Cossolo - del mensile LGBT Babilonia; Sestino, 15 ottobre 1949 – Città di Castello, 11 marzo 2025)
foto di Roberto Mariella
Marco Aurelio Antonino Augusto, (Roma, 203 – Roma, 11 marzo 222), nato come Sesto Vario Avito Bassiano, ma chiamato da tutti Eliogabalo (il soprannome Eliogabalo deriva da due parole siriache, El, che significa Dio, e gabal, montagna, e significa "il dio [che si manifesta in una] montagna"), è stato un imperatore romano, appartenente alla dinastia dei Severi, che regnò dal 218 al 222, anno della sua morte. Nel suo breve regno il giovanissimo, bello ed effeminato imperatore, cercò di sostituire il culto di Giove con quello a lui più gradito del Sol Invictus. La sua vita sessuale assai disinvolta (ebbe 5 mogli e 2 mariti), e le voci sul fatto che fosse manovrato dalla madre e dalla nonna, lo resero oggetto di scandalo e contribuirono ad accelerare il malcontento nei suoi riguardi portando presto al suo assassinio da parte dei pretoriani.
"I got letters every day from people telling me how the film inspired them to do something about their lives" a proposito del suo film Rosalie va a far la spesa, da un'intervista del 2018 per The Guardian.
(Paul Rudolf Parsifal Adlon, detto Percy, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico; Monaco di Baviera, 1º giugno 1935 – Pacific Palisades, 10 marzo 2024)
“Y’see, I present what is probably the most recognised sexual, and largely gay sexual, pose of any of us. The others are, like the ad says, are true red white and blue American heroes. But … the leather image is only the product of the last twenny, twenny-five years and very much wrapped up in the sexual overtones of rebellion, rock’n’roll, what have you – the hard-ass biker right from Marlon Brando in On the Waterfront through to today, where you have someone like the Fonz. And this particular ‘hero’ does, so much easier than an Indian or hard hat, lend itself to homosexuality because of its butchness, because of its – and I’m using the old definition – macho."
(Glenn M. Hughes, cantante nella band Village People; New York, 18 luglio 1950 – New York, 4 marzo 2001)
"Che, a partire dai dati del ministero degli Interni, nel '79 ci fossero 269 gruppi armati, che gli inquisiti per banda armata fossero stati 36.000 di cui 6000 condannati a molti anni di carcere speciale, non ha mai influito sulla versione ufficiale. Che il numero dei prigionieri politici in quegli anni sia stato più alto di quello durante il regime fascista, non ha posto domande agli storici, ai giornalisti, agli intellettuali, con poche e trascurabili eccezioni. Impegnati come sono al fiancheggiamento delle politiche repressive che colpiscono con durezza, in un evidente disequilibrio di forze in campo. Per questo l'esercizio della memoria è diventato un terreno di scontro, perché non vada perduto un patrimonio politico che in quegli anni ha significato la più importante occasione di cambiare lo stato delle cose presenti. La portata della sconfitta nulla toglie al suo valore, al contrario dovrebbe essere uno stimolo per riprendere il cammino di liberazione alla luce del suo riattraversamento critico." da un'intervista diGordan Stošević, ilgridodelpopolo.com, 10 agosto 2020.
(Barbara Balzerani, terrorista membro delle Brigate Rosse e scrittrice; Colleferro, 16 gennaio 1949 – Roma, 4 marzo 2024)
"I've been sampled so much and I'm glad it's happened, it's a great compliment."
(Roy Ayers, cantante, compositore, pionere dell'acid jazz e del jazz-funk; Los Angeles, 10 settembre 1940 – New York, 4 marzo 2025)
"Diciamo grazie a Trump perché ci facilita nel compito di rendere evidente il vero volto degli Usa. Tutto ciò che noi da trent'anni diciamo a proposito della corruzione politica, economica, morale e sociale all'interno del potere americano, quest'uomo l'ha messo a nudo nella campagna elettorale e subito dopo. Con quello che fa mette in chiaro la realtà americana: hanno messo le manette a un bimbo di 5 anni." da un'intervista del 2017.
(Alī Ḥoseynī Khāmeneī, Guida Suprema dell'Iran dal 4 giugno 1989 al 28 febbraio 2026; Mashhad, 19 aprile 1939 – 28 febbraio 2026)
"Many of my songs were inspired by other singers' voices. I hear them on the radio and think: you know, I can write for that voice, that style. But I can top it. It's like a designer. I can take different fabrics from different places. ''Love Will Keep Us Together' was a combination of three different singing styles - Al Green, the Beach Boys, and Diana Ross. I loved all these people and I put their singing styles together and wrote that tune."
(Neil Sedaka, cantautore, compositore e produttore discografico; New York, 13 marzo 1939 – Los Angeles, 27 febbraio 2026)
(Pietro Ardito, vignettista e pittore; Buenos Aires, 21 marzo 1919 – Rapallo, 28 febbraio 2005)
"One of the things I really like about racing is that you can't fake it. As an actor, everything is fake. You're always trying to convince people you can do something you can't. And that's the opposite of racing. The stopwatch never lies."
(Robert Reed Carradine, attore famoso per La rivincita dei nerds e per la serie Lizzie McGuire; Los Angeles, 24 marzo 1954 – New York, 23 febbraio 2026)
"Io sono un autodidatta nell’arte. Come Achille Bonito Oliva e Germano Celant. Laurea in legge il primo, maestro elementare il secondo, sino a età matura. Dunque solo la passione smisurata ci ha guidati. Anche perché ai nostri tempi non esistevano Facoltà universitarie specializzate in arte contemporanea. Mi sembra che negli anni ’60 la sola facoltà di arte moderna fosse a Roma, sotto la direzione di Giulio Carlo Argan. Ma di contemporaneo non aveva nulla. Credo che i suoi corsi si fermassero all’800. C’era qualcosa con Eugenio Battisti a Genova, ma non proprio arte contemporanea. Io frequentavo prima a Perugia poi a Roma i corsi di economia e come docenti, tra gli altri, ho avuto Amintore Fanfani e Aldo Moro, molto bravi e umani. In una lezione Fanfani ci disse: «Se io fossi stato uno stradino» (oggi operatore ecologico, credo) «sarei il primo stradino d’Italia. Umile ma determinato e autoritario». Non l’amai molto, seppure bravissimo, perché lui cambiò, a progetto ultimato, il percorso dell’Autostrada del Sole che in un primo tempo prevedeva di passare per Perugia, la mia città, mentre Fanfani impose la deviazione per Arezzo, la sua città. Non gliel’ho mai perdonato. Per il resto era una persona eccezionale. Tra i suoi uomini di fiducia c’erano il grande Ettore Bernabei, direttore della Rai come nessun altro, e Sergio Lepri dell’Ansa. Quest’ultimo fu il mio riferimento nel giornalismo d’arte. Più tardi, negli anni ’70, quando il Fanfani pittore (e si prendeva molto sul serio) fece una mostra alla Galleria Editalia a Roma, presentato da Giovanni Carandente, volli intervistarlo, curioso di conoscere la sua opinione sull’arte. Io ero amico di sua figlia Cecilia, allora fidanzata con il gallerista Cleto Polcina che io frequentavo. La mia richiesta fu accolta da Fanfani con entusiasmo ma quando arrivò da me la Digos (o forse Sid allora) per farmi delle domande e pormi delle condizioni prima di andare allo studio del maestro Fanfani, declinai la proposta, perché capii che non avrei dovuto intervistare un pittore ma un potente personaggio politico. Così non conobbi mai le sue opinioni sull’arte. E di questo mi rammarico un po’. Gli avrei posto qualche domanda spinosa." da un'intervista di Franco Fanelli del 2024.
(Giancarlo Politi, editore e critico d'arte; Trevi, 1937 – Milano, 24 febbraio 2026)
"Questa mia voce è stata un miracolo ed ancora intatta a ottanta anni. Io canto sempre, quando sono triste per provare la gioia di me stessa, quando sono allegra per gratitudine."
(Angela Luce, pseudonimo di Angela Savino, cantante e attrice; Napoli, 3 dicembre 1937 – Napoli, 20 febbraio 2026)
"On 'Grey's Anatomy,' I didn't have to move too much. I think I ran through the hospital three times."
(Eric William Dane, attore; San Francisco, 9 novembre 1972 – 19 febbraio 2026)
"I don't think you go to a play to forget, or to a movie to be distracted. I think life generally is a distraction and that going to a movie is a way to get back, not go away."
(Tom Noonan, attore e autore teatrale; Greenwich, 12 aprile 1951 – 14 febbraio 2026)
I started to write poetry before I ever wrote songs, and then I figured out that I could adapt these poems into songs"
(William Endfield Steinberg, songwriter; Palm Springs, 26 febbraio 1950 – Los Angeles 16 febbraio 2026)
"The new directors today, they want to see if it comes from you. They turn it around and let it come from you. They don't say, "Do this, do that," like the old-school guys. You know?"
(Robert Selden Duvall, attore, sceneggiatore, regista, produttore cinematografico; San Diego, 5 gennaio 1931 – The Plains, 15 febbraio 2026)
"Every gift you've been given, keep nurturing it. Like a dancer has to work everyday, you have to work every day. Just keep remembering, working, watching people. Keep reading, doing. Don't sit home feeling sorry for yourself, and don't wait for the phone to ring"
(Alice Hirson, nata Alice Thorsell, attrice; New York, 10 marzo 1929 – Los Angeles, 14 febbraio 2025)
"My dream since I was 25 or 30 was to play a wife, not particularly distinguished, in front of a sink with her children. Something more quotidian. But no one ever offered me that".
(Geneviève Page, pseudonimo di Geneviève Anne Marguerite Bonjean, attrice; Parigi, 13 dicembre 1927 – Parigi, 14 febbraio 2025)
“There are no such things as women's issues! All issues are women's issues ... the difference that we bring is that we are going to bring the full, loud, clear, determined voice of women into deciding how those issues are going to be addressed.”
(Aileen Hernandez, nata Clarke, sindacalista e attivista per i diritti civili; 23 maggio 1926 – 13 febbraio 2017)
"Sono stata una delle prime fan di Renato Zero, quando ancora tutti lo prendevano in giro, tanti anni fa. Lui cantava alla Campanella di Roma, dove io facevo cabaret, e io mi fermavo ad applaudirlo, contro tutti che lo prendevano per pazzo. Invece Renato era vero, credibile allora, come lo è oggi. Al di là del suo modo esasperato di affrontare il pubblico, c'erano già allora le sue bellissime, sofferte canzoni. C'era il suo modo di stare in scena, di inventare ogni sera qualcosa di nuovo, servendosi di uno straccetto, di due fazzoletti colorati… Sono sempre una grande fan di Renato, si merita tutto il successo di oggi, proprio perché non ha avuto niente gratis. E il pubblico lo sa e anche per questo gli vuole bene." dall'intervista di Cristina Maza, Perché vi piace Renato Zero?, 1979.
(Marisa Anna Solinas, attrice, modella, cantante; Genova, 30 maggio 1939 – Marino, 13 febbraio 2019)
"The world has become more abrasive, possibly because of social media. But people said that about us. The sexuality seems to have lessened. There's more squeamishness about nudity and sex, but there's a lot more scatological interest today than there seemed to be thirty years ago. It's a weird shift."
(Ivan Reitman, regista e produttore cinematografico; Komárno, 27 ottobre 1946 – Montecito, 12 febbraio 2022)
"In Italia ci sono tante anomalie strutturali e di comportamento. L'anomalia strutturale è (che) la proprietà industriale e quella dei giornali coincide. L'anomalia di comportamento è che alcuni giornali sono protagonisti della lotta politica." da un'intervista di Claudio Sabelli Fioretti del febbraio 1993.
(Ugo Intini, politico e giornalista; Milano, 30 giugno 1941 – Milano, 12 febbraio 2024)
(Giovanni d'Artegna, nome d'arte di Giovanni Patat; Artegna, 9 dicembre 1928 – Artegna, 12 febbraio 2024)
"As popular as the show was, the fact that people are still all relevant however many years later, the fact that none of us are in jail, is pretty staggering. The odds that four people that young, who got that famous that quickly, would all turn out okay is pretty rare. I think a lot of it had to do with shooting in North Carolina, and being away from the pitfalls that come in Hollywood. We all kept each other honest to a degree." a proposito della serie tv Dawson's Creek che lo rese celebre.
(James William Van Der Beek, attore; Cheshire, 8 marzo 1977 – Austin, 11 febbraio 2026)
"Ho detto a Peppino (Giuseppe Drommi, il marito n.d.r.): tu adesso hai dieci giorni per trombarmi. Non faccio un figlio per te, ma per me. Ero convinta di poter fare un figlio quando volevo, ma il fatto di non poterlo avere mi faceva impazzire. E allora ho detto: se non resto incinta ti attacchi, il mese prossimo lo faccio con un altro." GF Vip, 2020.
(Patrizia De Blanck y Menocal, socialite e personaggio televisivo; Roma, 9 novembre 1940 – Roma, 8 febbraio 2026)
"I just wanted, I guess, to be recognized for doing something - I didn't mean to be better to anyone else - I simply want to do something good - leave something on this earth to be remebered by"
(Velma Middleton, cantante jazz; Holdenville, 1º settembre 1917 – Freetown, 10 febbraio 1961)
"Nobody beats Mr. Perfect... Nobody!"
(Curtis Michael Hennig, detto Curt, noto anche con lo pseudonimo di Mr. Perfect, wrestler; Robbinsdale, 28 marzo 1958 – Tampa, 10 febbraio 2003)