
"Tutta
la mia vita si è svolta per caso, però è successo di tutto. Ero una bambina
"molto bene" dell'aristocrazia romana e mia madre mi portava il
pomeriggio a prendere il tè a casa della principessa di Belmonte, dove c'erano
tante signore che non mi piacevano per niente. La principessa persuase mia
madre a farmi fare i "tableau vivant" in uno spettacolo di beneficenza
all'Open Gate di Via Veneto. Durante
le prove, vestita in costume ottocentesco e con un cesto di ciliegie in testa, mi
annoiavo; iniziai a mangiare tutte le ciliegie che erano nel cesto e a imitare
la sarta, questa o quella signora, e tutto quello che facevano gli altri
attorno a me: ero molto divertente. Il principe di Sirignano, che osservava e
annotava tutto quello che facevo, mi disse che quelle cose dovevo farle sul
palcoscenico: essendo io incosciente e senza alcun nome da salvare, mi
convinse. La sera della "prima" in sala c'erano Wanda Osiris, Totò,
Anna Magnani, Remigio Paone e altri. Alla fine dello spettacolo vennero tutti
in camerino da mia madre per dirle che dovevo continuare a fare teatro, ma lei
non era per niente d'accordo, era uno scandalo per la mia famiglia che io
facessi l'attrice; anche mia nonna era molto contraria, il quotidiano "Il
Tempo" titolò la prima pagina “La nonna ha detto no!” da un'intervista di Francesco Esposito del 2013.
(Gisella Sofio, attrice; Milano, 19 febbraio 1931 – Roma, 27 gennaio 2017)