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venerdì 23 gennaio 2026

foto di Maurizio Buscarino 
 

"È così noioso vivere la vita che il teatro certo è un'altra cosa. Uno non vede l'ora di trovarsi in scena." dall'intervista a Teatro Biondo del 2015.

(Carlo Cecchi, attore e regista teatrale; Firenze, 25 gennaio 1939 – Campagnano di Roma, 23 gennaio 2026)



"Chi non trova in ogni donna qualcosa da valorizzare, cambi lavoro."

(Gil Cagné, truccatore; Belgio, 1940 – Roma, 23 gennaio 2003) 

 


"For me to want to play the trumpet was a very, very odd thing for my clan as a whole. One of my uncles was a high school principal, and he referred to my trumpet as a bugle, which really hurt me."

(Hugh Ramopolo Masekela, trombettista e cantante; Witbank, 4 aprile 1939 – Johannesburg, 23 gennaio 2018) 

 


"Boney M was the most perfect mix of black and white music, but in America, music still had to be black or white. The real crossover didn't come until the late 70s, early 80s."

(Frank Farian, nato Franz Reuther, cantautore e produttore musicale; Kirn, 18 luglio 1941 – Miami, 23 gennaio 2024) 

lunedì 23 gennaio 2023

 


"Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura." Parole scritte sulla cornice dell'Urlo, versione del 1895, pastello su cartone, 79×59 cm.. Collezione privata.

(Edvard Munch, pittore; Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944)

 


 

"As a professional artist, I have learned that I could live without money or love or a fixed place to call home for long stretches. I also learned I could not persevere if I ever lost the confidence that what I performed mattered, or that how I performed it was authentic."

 (Robert Harper, attore; New York, 19 maggio 1951 – Rotterdam, 23 gennaio 2020)


 

"Nella stampa ci sono centinaia di modi per manipolare le notizie. E altre centinaia ve ne sono nella radio e nella televisione. E senza dire bugie. Il problema della radio e della televisione è che non c'è bisogno di mentire: ci si può limitare a non riflettere la verità. Il sistema è molto semplice: omettere l'argomento. La maggior parte degli spettatori della televisione ricevono in modo molto passivo ciò che essa offre loro. I padroni dei network televisivi decidono per loro cosa debbono pensare. Determinano la lista delle cose a cui pensare e cosa pensarne. Non possiamo aspettarci che il telespettatore medio possa svolgere studi indipendenti sulla situazione del mondo, sarebbe impossibile persino per gli specialisti. L'uomo medio, che lavora, torna a casa stanco e vuole semplicemente starsene un po' con la sua famiglia, recepisce giusto quello che gli arriva in quei cinque minuti di telegiornale. Gli argomenti principali che danno vita alle "notizie del giorno" decidono che cosa pensiamo del mondo e come lo pensiamo."

 (Ryszard Kapuściński, giornalista e scrittore; Pinsk, 4 marzo 1932 – Varsavia, 23 gennaio 2007)


 

"On stage your job as actor is to present and show the story by your behavior, body language, and vocal work. In film, you musn't. You just have to be. You are...and it's mostly intuitive. The amount of characterization you do is very minimal. In fact, you try not to act at all. It's actually better that way, and it's taken me years to learn that."

 (Hal Holbrook, all'anagrafe Harold Rowe Holbrook Jr., attore; Cleveland, 17 febbraio 1925 – Beverly Hills, 23 gennaio 2021)

 


"Mi ero innamorato di "Il conformista" e invitai Bertolucci a lavorare con me. Mi disse che al momento era impegnato con la Paramount per un film, "Last Tango in Paris", di cui mi raccontò a voce il soggetto. Gli dissi: "Questo film la Paramount non lo farà mai, ma quando avrà finito la sceneggiatura e le avranno detto che non fanno il film, torni da me e io lo faccio immediatamente". E così avvenne…"

 (Alberto Grimaldi, produttore cinematografico; Napoli, 28 marzo 1925 – Miami, 23 gennaio 2021)


 

"What you want in an interview is four things: You want someone who can explain what they do very well, who can have a sense of humor and hopefully is self-deprecating, who has a bit of a chip on their shoulder, and passion. If you have passion, a chip on the shoulder, a sense of humor, and you can explain what you do very well, it doesn't matter if you're a plumber or a singer or a politician. If you have those four things, you are interesting."

 (Larry King, pseudonimo di Lawrence Harvey Zeiger, giornalista e conduttore televisivo e radiofonico; New York, 19 novembre 1933 – Los Angeles, 23 gennaio 2021)

 


"my work pays tribute to the woman and her personality — I give them armour." Foto: un abito della collezione autunno-inverno 1995.

 (Manfred Thierry Mugler, stilista e fotografo; Strasburgo, 21 dicembre 1948 – Parigi, 23 gennaio 2022)

mercoledì 23 gennaio 2019

"Quelli che non vogliono imitare qualcosa, non producono nulla."
(Salvador Dalí, all'anagrafe Salvador Domènec Felip Jacint Dalí i Domènech, 1º marchese di Dalí de Púbol; Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989)
Foto: Salvador Dalí, Galatea delle sfere, 1952.
"Io ho studiato solo musica… forse dovevo studiare anche qualcos’altro. Ho studiato solo musica, ho continuato con il mio violino e andavo molto bene. E forse pensavo che sarei stato un buon violinista. Poi ho avuto un incidente automobilistico all’età di otto anni, mi sono fatto male a un braccio e non potevo prendere più la posizione del violino. E allora ho ripiegato sul flauto. Sono entrato al Conservatorio e ho fatto tutti i miei studi di armonia, di contrappunto e in più mi sono diplomato in flauto. Però, nello stesso tempo, all’età di 14, 15 anni, facevo tutte le stagioni… perché io sono di Pesaro… e allora facevo tutte le stagioni a Riccione, a Rimini, come pianista, in queste orchestrine. L’ho fatto mentre studiavo, anche d’inverno, ed era molto duro, perché non c’erano le possibilità di adesso. Lavoravo all’Arengo di Rimini dove si suonava fino alla una e mezzo o le due, poi dovevo andare alla stazione, aspettare tre ore e alle cinque c’era il treno che portava gli operai a lavorare. Prendevo quello, arrivavo a Pesaro alle otto del mattino e andavo al Conservatorio. Poi facevo anche molto le feste per i Comunisti che io odiavo moltissimo, vedendoli, perché avevano un comportamento terribile. E allora suonavo con la testa rivolta a un muro, per non vederli. E questa è stata la mia infanzia." Da un'intervista per Nocturno.it.
(Riz Ortolani, all'anagrafe Riziero Ortolani, compositore con oltre 200 colonne sonore di film all'attivo; Pesaro, 25 marzo 1926 – Roma, 23 gennaio 2014)

"Quello che noi abbiamo sempre cercato di fare è stato dare al pubblico quello che il pubblico voleva. Con passione ed entusiasmo. E senza un filo d'ipocrisia."
(Joe D'Amato, il più noto degli pseudonimi di Aristide Massaccesi, regista di film principalmente horror, erotici e porno; Roma, 15 dicembre 1936 – Roma, 23 gennaio 1999)

martedì 23 gennaio 2018

Bimba Bosé, nome d'arte di Eleonora Salvatore Gonzàlez, modella e cantante; Roma, 1 ottobre 1975 – Madrid, 23 gennaio 2017.
Polaroid da "Pola Woman", 1992.
(Helmut Newton, pseudonimo di Helmut Neustädter; Berlino, 31 ottobre 1920 – West Hollywood, 23 gennaio 2004)
Due ragazze come S. Agnese e S. Dorotea, 1650, olio su tavola, 89 x 121 cm., Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Anversa.
(Thomas Willeboirts, detto Bosschaert; Bergen op Zoom, 1613 – Anversa, 23 gennaio 1654)