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mercoledì 25 febbraio 2026



"Io sono un autodidatta nell’arte. Come Achille Bonito Oliva e Germano Celant. Laurea in legge il primo, maestro elementare il secondo, sino a età matura. Dunque solo la passione smisurata ci ha guidati. Anche perché ai nostri tempi non esistevano Facoltà universitarie specializzate in arte contemporanea. Mi sembra che negli anni ’60 la sola facoltà di arte moderna fosse a Roma, sotto la direzione di Giulio Carlo Argan. Ma di contemporaneo non aveva nulla. Credo che i suoi corsi si fermassero all’800. C’era qualcosa con Eugenio Battisti a Genova, ma non proprio arte contemporanea. Io frequentavo prima a Perugia poi a Roma i corsi di economia e come docenti, tra gli altri, ho avuto Amintore Fanfani e Aldo Moro, molto bravi e umani. In una lezione Fanfani ci disse: «Se io fossi stato uno stradino» (oggi operatore ecologico, credo) «sarei il primo stradino d’Italia. Umile ma determinato e autoritario». Non l’amai molto, seppure bravissimo, perché lui cambiò, a progetto ultimato, il percorso dell’Autostrada del Sole che in un primo tempo prevedeva di passare per Perugia, la mia città, mentre Fanfani impose la deviazione per Arezzo, la sua città. Non gliel’ho mai perdonato. Per il resto era una persona eccezionale. Tra i suoi uomini di fiducia c’erano il grande Ettore Bernabei, direttore della Rai come nessun altro, e Sergio Lepri dell’Ansa. Quest’ultimo fu il mio riferimento nel giornalismo d’arte. Più tardi, negli anni ’70, quando il Fanfani pittore (e si prendeva molto sul serio) fece una mostra alla Galleria Editalia a Roma, presentato da Giovanni Carandente, volli intervistarlo, curioso di conoscere la sua opinione sull’arte. Io ero amico di sua figlia Cecilia, allora fidanzata con il gallerista Cleto Polcina che io frequentavo. La mia richiesta fu accolta da Fanfani con entusiasmo ma quando arrivò da me la Digos (o forse Sid allora) per farmi delle domande e pormi delle condizioni prima di andare allo studio del maestro Fanfani, declinai la proposta, perché capii che non avrei dovuto intervistare un pittore ma un potente personaggio politico. Così non conobbi mai le sue opinioni sull’arte. E di questo mi rammarico un po’. Gli avrei posto qualche domanda spinosa." da un'intervista di Franco Fanelli del 2024.

(Giancarlo Politi, editore e critico d'arte; Trevi, 1937 – Milano, 24 febbraio 2026)

lunedì 24 febbraio 2025

 


"Women have to do twice the work of male rock singers such as The Rolling Stones. We have to sing, play instruments and get accustomed to walking out on stage in high heels. Never mind the pressures of your image. If something goes wrong on my stage in any way, from sound to style, nobody can blame a band member. It's Roberta Flack who gets the rap and looks bad! I'm the one on the bill alone, with no gang of boys or crew behind me."

(Roberta Flack, nome completo Roberta Cleopatra Flack, cantante e pianista; Black Mountain, 10 febbraio 1937 – New York, 24 febbraio 2025)

venerdì 24 febbraio 2023


 

"Ebbene, neofascisti che ancora una volta state nell'ombra a sentire, io mi vanto di avere ordinato la fucilazione di Mussolini, perché io e gli altri, altro non abbiamo fatto che firmare una condanna a morte pronunciata dal popolo italiano venti anni prima." Dal suo discorso a Genova, piazza della Vittoria, 28 giugno 1960.

 (Alessandro Giuseppe Antonio Pertini, detto Sandro, politico, giornalista, partigiano e settimo Presidente della Repubblica Italiana; Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990)

 


"L'unica cosa che ferma la caduta dei capelli è il pavimento." Da Chi mi credo di essere, Mondadori, 2004, p. 33.

 (Maurizio Costanzo, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, sceneggiatore; Roma, 28 agosto 1938 – Roma, 24 febbraio 2023)

 


"I felt like a loser. I was unhappy as a child most of the time. We were terribly poor and I hated my size."

 (Don Knotts, all'anagrafe Jesse Donald Knotts, attore, comico, doppiatore; Morgantown, 21 luglio 1924 – Los Angeles, 24 febbraio 2006)

 


"My Third-World roots remind me that the vast majority of our fellow human beings live hungry, sick, and uneducated, and that most social scientists, even in that world, ignore that ugly reality. This is why my papers in mathematical sociology deal not with free choice among 30 flavors of ice-cream, but with social structure, social cohesion, and social marginality."

 (Mario Augusto Bunge, filosofo e fisico; Buenos Aires, 21 settembre 1919 – Montréal, 24 febbraio 2020)

 


"Well, for me, it's the relationship between comedy and life - that's the edge I live on, and maybe it's my protection against looking at the tragedy of it all. It's seeing life in balance. Comedy and tragedy co-exist. You can't have one without the other. I'm of the school that anything can be funny, if seen from a comedic point of view."

 (Harold Ramis, attore, imitatore, comico, regista, sceneggiatore; Chicago, 21 novembre 1944 – Chicago, 24 febbraio 2014)

 


"Il mio mare preferito è sempre di più il Mediterraneo. Nessun mare al mondo offre la varietà di spunti di mare e uomo che offre il Mediterraneo. Nessun mare ha avuto la fioritura di civiltà che hanno lasciato il segno in un mare come il Mediterraneo."

 (Folco Quilici, regista, fotografo, ducumentarista e scrittore; Ferrara, 9 aprile 1930 – Orvieto, 24 febbraio 2018)

 


"Non mi sposo perché non mi piace avere gente estranea in casa."

 (Alberto Sordi, attore, comico, doppiatore, seneggiatore, regista, cantante; Roma, 15 giugno 1920 – Roma, 24 febbraio 2003)

 


"They let me play cowboy, and they paid me [for it]. I'd ridden horses, I got my own horse when I was 12. I used to jump him bareback. I didn't know they had stuntmen; I'd watch a movie and then practice on my horse until I could do."

 (Ben Cooper, attore; Hartford, 30 settembre 1933 – Memphis, 24 febbraio 2020)

 


"Occasionally even here people find out that I was once a child star, but the name confuses them and they say: So this is whatever happened to Baby Jane!" Parlando della sua vita in Messico dopo gli anni a Hollywood.

 (Diana Serra Cary, pseudonimo di Peggy-Jean Montgomery, nota inizialmente come Baby Peggy, attrice bambina; San Diego, 29 ottobre 1918 – Gustine, 24 febbraio 2020)

 


Fritz-Olof Thunberg, attore, doppiatore e regista (Västerås, 21 maggio 1925 – Stoccolma, 24 febbraio 2020)

 


"I always wanted to be an actress. My mother told me to get a job as an elevator operator - because Dorothy Lamour was discovered that way."

 (Sally Kellerman, attrice e cantante; Long Beach, 2 giugno 1937 – Los Angeles, 24 febbraio 2022)

sabato 24 febbraio 2018

Rachel, 1888.
(Jules Joseph Lefebvre; Tournan-en-Brie, 14 marzo 1836 – Parigi, 24 febbraio 1911)
Cave nella foresta di Fontainebleau, 1833
(Claude Félix Théodore Caruelle d'Aligny; Saint-Aubin-des-Chaumes, 24 gennaio 1798 – Lione, 24 febbraio 1871)
La Carità, marmo, Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles.
(Gilles-Lambert Godecharle; Bruxelles, 2 dicembre 1750 – Bruxelles, 24 febbraio 1835)
Vertumno e Pomona (dettaglio), 1760, marmo, Victoria and Albert Museum, Londra.
(Laurent Delvaux; Gand, 17 gennaio 1696 – Nivelles, 24 febbraio 1778)


Billy Dennis Weaver (Joplin, 4 giugno 1924 – Ridgway, 24 febbraio 2006). Il suo ruolo più famoso è quello in Duel (1971) di S. Spielberg.
Bruce Bennett, nato Harold Herman Brix (Tacoma, 19 maggio 1906 – Santa Monica, 24 febbraio 2007), è stato un attore e atleta statunitense, specializzato nel getto del peso.
Nel 1931, a causa di un infortunio, perse il ruolo di Tarzan nel film Tarzan l'uomo scimmia, appannaggio di un altro sportivo, il nuotatore Johnny Weissmuller. Successivamente girò il serial indipendente Le nuove avventure di Tarzan (1935). Negli anni seguenti ottenne altri ruoli in film in cui fu accreditato come Herman Brix.
Nel 1940 cambiò nome in Bruce Bennett e lavorò in numerose pellicole della Columbia Pictures.