"Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto
consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le
forze di polizia, ma verso i manifestanti [...] l'ideale sarebbe che di
queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una
donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco
sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe
se fosse grave, ma senza pericolo per la vita [...] io aspetterei ancora
un po' e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di
studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao,
devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero
forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero
qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e
pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti." dalla lettera aperta alle forze dell'ordine dell'8 novembre 2008.
(Francesco Maurizio Cossiga, politico, giurista, ottavo Presidente della Repubblica Italiana; Sassari, 26 luglio 1928 – Roma, 17 agosto 2010)