George O'Brien (San Francisco, 19 aprile 1899 – Broken Arrow, 4 settembre 1985), attore.
Di origine irlandese, figlio di un poliziotto - suo padre Dan fu anche il capo della polizia di San Francisco nonché colui che ordinò l'arresto di Roscoe "Fatty" Arbuckle nel 1921 - il giovane George nel 1917 si arruolò volontario nella Marina e combatté durante la Prima guerra mondiale all'entrata degli Stati Uniti nel conflitto.
Rientrato dalla guerra, dopo un'esperienza come pugile che lo vide campione dei mediomassimi della flotta americana nel Pacifico, O'Brien si recò a Hollywood per tentare la carriera di cameraman e lavorò come assistente in film interpretati da Tom Mix e Buck Jones. Ottenne alcuni ingaggi come stuntman, iniziando così in sordina la sua carriera di attore. Nel 1922 ebbe una piccola parte accanto a Rodolfo Valentino in Il mozzo dell'Albatros, ma la svolta giunse nel 1924 quando John Ford, nel suo lungometraggio Il cavallo d'acciaio, gli affidò il ruolo del giovane protagonista Davy Brandon. Ford, come più tardi farà con John Wayne, si affidò all'eclettismo di O'Brien, al suo vigore fisico e atletico oltreché, soprattutto, alla sua irlandesità.
L'incontro con Ford e l'enorme successo al botteghino de Il cavallo d'acciaio diedero una grande popolarità a O'Brien, che apparve in numerosi film muti degli anni venti come Cuore di combattente (1925), sempre di Ford, e Le disgrazie di Adamo (1926) di Howard Hawks. Nel 1927 fu il protagonista maschile di Aurora di Friedrich Wilhelm Murnau, pellicola premiata alla prima edizione dei Premi Oscar come miglior film e produzione artistica, una categoria abolita fin dall'edizione successiva e inglobata in quella di miglior film.
Di bell'aspetto, aitante e attraente, O'Brien incarnò l'eroe
positivo di numerosi film d'avventura, ma anche di pellicole
sentimentali dell'epoca del muto, recitando accanto a numerose dive come Dolores Costello, Lois Moran, Janet Gaynor, Alma Rubens, Helen Chandler, Anita Stewart, Olive Borden - alla quale si legò sentimentalmente - e Madge Bellamy.
Con l'avvento del sonoro,
a differenza di molti divi del muto, la stella di O'Brien brillò ancora
di più. Dotato di una voce bella e accattivante, proseguì la carriera
per buona parte degli anni trenta, come protagonista prevalentemente in film western prodotti dalla RKO e diretti per lo più dallo specialista David Howard, come Aquila solitaria (1932), Fulmine (1933), Amore alla frontiera (1934), Il demone della montagna (1935) e I diavoli rossi (1936).
I suoi film lo resero popolarissimo tra gli adolescenti, così come il suo cavallo Mike; a fianco a sé ebbe giovani attici destinate a diventare autentiche star come Laraine Day, Myrna Loy e Rita Hayworth,
ma il cinema western degli anni trenta, malgrado gli incassi
consistenti, non era particolarmente considerato dai critici. O'Brien,
pur vantando una vasta popolarità, non riuscì a staccarsi da un genere
fatto di cow-boys
poco realistici che puntavano tutto sulla loro prestanza fisica e le
loro abilità nell'esibirsi nel rodeo. Erano spesso lindi, eleganti,
gentili come Harry Carey, Jack Holt, William Boyd, Fred Scott, Tom Tyler e altri ancora, o addirittura canterini come Ken Maynard, Roy Rogers, Gene Autry. Tutti comunque molto distanti dal cliché dell'uomo della prateria rude e polveroso che prenderà piede negli anni quaranta, facendoli considerare tutti attori di B-movie seriali, anticipatori di quel genere di film per ragazzi che si diffonderanno con l'avvento del mezzo televisivo. (da Wikipedia)