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sabato 5 settembre 2026

 


"I've had a really hard time. I am a hard-drinking depressive."

(Richard O'Sullivan, attore famoso per le sitcom Un uomo in casa e Il nido di Robin; Londra, 7 maggio 1944 – Londra, 4 settembre 2026)  

sabato 6 settembre 2025

 


"Prendo 500 euro al mese di pensione e purtroppo ne pago 900 di affitto. Ho accumulato un debito con la padrona di casa, ma se mi sfrattano dove vado? Non ho nessuno al mondo. Prima, quando riuscivo ancora a lavorare, mi mantenevo con dignità. Ora sono troppo vecchia e le proposte di lavoro non arrivano più." da un'intervista a La vita in diretta del 2015.

(Pia Velsi, nome d'arte di Elpidia Sorbo, attrice e cantante; L'Aquila, 31 marzo 1924 – Roma, 4 settembre 2025) 

giovedì 4 settembre 2025


"I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti." d un'intervista di Paolo Mosca, La Notte, 1982.

(Giorgio Armani, stilista e imprenditore; Piacenza, 11 luglio 1934 – Milano, 4 settembre 2025)

martedì 4 settembre 2018

"Abbiamo bisogno di un'etica senza limitazioni, che comprenda anche gli animali."
(Albert Schweitzer, medico, filantropo, missionario luterano, musicologo, filosofo; Kaysersberg, 14 gennaio 1875 – Lambaréné, 4 settembre 1965)
George O'Brien (San Francisco, 19 aprile 1899 – Broken Arrow, 4 settembre 1985), attore.
Di origine irlandese, figlio di un poliziotto - suo padre Dan fu anche il capo della polizia di San Francisco nonché colui che ordinò l'arresto di Roscoe "Fatty" Arbuckle nel 1921 - il giovane George nel 1917 si arruolò volontario nella Marina e combatté durante la Prima guerra mondiale all'entrata degli Stati Uniti nel conflitto.
Rientrato dalla guerra, dopo un'esperienza come pugile che lo vide campione dei mediomassimi della flotta americana nel Pacifico, O'Brien si recò a Hollywood per tentare la carriera di cameraman e lavorò come assistente in film interpretati da Tom Mix e Buck Jones. Ottenne alcuni ingaggi come stuntman, iniziando così in sordina la sua carriera di attore. Nel 1922 ebbe una piccola parte accanto a Rodolfo Valentino in Il mozzo dell'Albatros, ma la svolta giunse nel 1924 quando John Ford, nel suo lungometraggio Il cavallo d'acciaio, gli affidò il ruolo del giovane protagonista Davy Brandon. Ford, come più tardi farà con John Wayne, si affidò all'eclettismo di O'Brien, al suo vigore fisico e atletico oltreché, soprattutto, alla sua irlandesità. 
L'incontro con Ford e l'enorme successo al botteghino de Il cavallo d'acciaio diedero una grande popolarità a O'Brien, che apparve in numerosi film muti degli anni venti come Cuore di combattente (1925), sempre di Ford, e Le disgrazie di Adamo (1926) di Howard Hawks. Nel 1927 fu il protagonista maschile di Aurora di Friedrich Wilhelm Murnau, pellicola premiata alla prima edizione dei Premi Oscar come miglior film e produzione artistica, una categoria abolita fin dall'edizione successiva e inglobata in quella di miglior film.
Di bell'aspetto, aitante e attraente, O'Brien incarnò l'eroe positivo di numerosi film d'avventura, ma anche di pellicole sentimentali dell'epoca del muto, recitando accanto a numerose dive come Dolores Costello, Lois Moran, Janet Gaynor, Alma Rubens, Helen Chandler, Anita Stewart, Olive Borden - alla quale si legò sentimentalmente - e Madge Bellamy.
Con l'avvento del sonoro, a differenza di molti divi del muto, la stella di O'Brien brillò ancora di più. Dotato di una voce bella e accattivante, proseguì la carriera per buona parte degli anni trenta, come protagonista prevalentemente in film western prodotti dalla RKO e diretti per lo più dallo specialista David Howard, come Aquila solitaria (1932), Fulmine (1933), Amore alla frontiera (1934), Il demone della montagna (1935) e I diavoli rossi (1936).
I suoi film lo resero popolarissimo tra gli adolescenti, così come il suo cavallo Mike; a fianco a sé ebbe giovani attici destinate a diventare autentiche star come Laraine Day, Myrna Loy e Rita Hayworth, ma il cinema western degli anni trenta, malgrado gli incassi consistenti, non era particolarmente considerato dai critici. O'Brien, pur vantando una vasta popolarità, non riuscì a staccarsi da un genere fatto di cow-boys poco realistici che puntavano tutto sulla loro prestanza fisica e le loro abilità nell'esibirsi nel rodeo. Erano spesso lindi, eleganti, gentili come Harry Carey, Jack Holt, William Boyd, Fred Scott, Tom Tyler e altri ancora, o addirittura canterini come Ken Maynard, Roy Rogers, Gene Autry. Tutti comunque molto distanti dal cliché dell'uomo della prateria rude e polveroso che prenderà piede negli anni quaranta, facendoli considerare tutti attori di B-movie seriali, anticipatori di quel genere di film per ragazzi che si diffonderanno con l'avvento del mezzo televisivo. (da Wikipedia)

"Boy George is all England needs. Another queen who can't dress."
(Joan Alexandra Molinsky, nota come Joan Rivers, comica senza peli sulla lingua; Brooklyn, 8 giugno 1933 – New York, 4 settembre 2014)
"Gli anni Sessanta e Settanta erano fatti di speranze."
(Gastone Moschin, attore; San Giovanni Lupatoto, 8 giugno 1929 – Terni, 4 settembre 2017)
"Artisti come Bach e Beethoven eressero cattedrali e templi sulle vette. Io ho voluto, come dice Ibsen in un suo dramma, "costruire dimore per gli uomini, dimore in cui essi possano sentirsi felici ed a proprio agio". In altre parole, ho trascritto la musica folcloristica della mia patria, ho cercato di ricavare un'arte nazionale da queste manifestazioni sinora non sfruttate dell'anima norvegese."
(Edvard Hagerup Grieg, compositore e pianista; Bergen, 15 giugno 1843 – Bergen, 4 settembre 1907)