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venerdì 26 ottobre 2018

"Grande è la forza della opinione, che nasce principalmente dal consenso degli scrittori; i quali, se facessero il loro debito e pubblicassero, potendo, arditamente il vero, senza guardare in viso a nessuno, rendendosi interpreti dell'universale nel giudicare e maledire le azioni colpevoli dei grandi, questi andrebbero più a rilento nel commetterle: perché non vi ha uomo così perverso, che non abbia qualche cura e ansietà della propria fama." Da Del primato morale e civile degli italiani.
(Vincenzo Gioberti, presbitero, filosofo, primo Presidente della Camera dei deputati del Regno di Sardegna; Torino, 5 aprile 1801 – Parigi, 26 ottobre 1852)
"La televisione italiana soffre della malattia che ha già ucciso il cinema: l’ossessione di produrre film per il mercato anglosassone. Anche gli americani hanno messo soldi per il Marco Polo. E così arriveremo al suicidio, che consiste nell’uccidere la nostra lingua, il nostro modo di pensare e di vedere, esclusivamente per piacere a persone che ci chiedono di camuffare i nostri connotati, di dare di noi stessi un’immagine falsa, volgare e ridicola." Da un'intervista dell'81 per la rivista francese Cinématographe.
(Valerio Zurlini, regista e sceneggiatore; Bologna, 19 marzo 1926 – Verona, 26 ottobre 1982)
"Why should I complain about making $700 a week playing a maid? If I didn't, I'd be making $7 a week being one."
(Hattie McDaniel, cantante e attrice, prima donna afro-americana a vincere un Oscar; Wichita, 10 giugno 1895 – Woodland Hills, 26 ottobre 1952)
Gilles de Montmorency-Laval, conosciuto principalmente con l'appellativo di Gilles de Rais (Champtocé-sur-Loire, non prima del 1405 – Nantes, 26 ottobre 1440), Barone di Rais, fu signore di varie località in Bretagna, Angiò e Poitou, capitano dell'esercito francese e compagno d'armi di Giovanna d'Arco. È conosciuto per il suo coinvolgimento in pratiche alchemiche e occulte in cui torturò, stuprò e uccise almeno 140 bambini e adolescenti.
Si pensa che Gilles de Rais abbia ispirato lo scrittore francese Charles Perrault per la fiaba del 1697 Barbablù (Barbe bleue).