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martedì 4 giugno 2019

Lot e le sue figlie, 1735 ca., maiolica, Ø 32,5 cm., Victoria & Albert Museum, Londra.
(Ferdinando Maria Campani; Siena, 1702 – Siena, 4 giugno 1771)

venerdì 22 marzo 2019

Le cosiddette macchine anatomiche sono due corpi, di un uomo e di una donna, completamente scarnificati, esposti nella Cappella Sansevero, nella città di Napoli.
Nei corpi è possibile osservare in modo molto dettagliato, l'intero sistema circolatorio costituito da vene, arterie e capillari. I due corpi, secondo una leggenda popolare, sarebbero il risultato di esperimenti effettuati da Raimondo di Sangro, principe di San Severo, e da un anatomista palermitano, tale Giuseppe Salerno, intorno al 1763 su due servi del principe a cui sarebbe stata iniettata una sostanza capace di trasformare in metallo il circuito sanguigno.
Furono descritti, con dovizia di particolari per la prima volta già nella Breve Nota, una guida settecentesca al Palazzo di Sangro e all'adiacente cappella, che riporta l'esistenza anche del «corpicciuolo d'un feto» con tanto di placenta. Questa terza «macchina» è rimasta visibile fino agli ultimi decenni del XX secolo, quando fu rubata. Le macchine si trovavano inizialmente nel cosiddetto appartamento della fenice del Palazzo di Sangro, e furono portate nella cavea della cappella solo anni dopo la morte di Raimondo di Sangro.
Nel 2008 i ricercatori dell'University College London hanno ricevuto l'autorizzazione da parte degli attuali proprietari della cappella a eseguire esami scientifici sulle due «macchine»; da tali studi è emerso che gli scheletri sono effettivamente umani, ma i sistemi circolatori sono completamente artificiali e costituiti da filo metallico e cera colorata. Sempre secondo questi ricercatori vi sarebbero alcuni piccoli errori nella riproduzione del circuito sanguigno, e nessuna persona reale sarebbe stata in grado di vivere se avesse avuto tali malformazioni.
(Raimondo di Sangro, o de Sangro, VII principe di Sansevero, esoterista, inventore, anatomista, militare, alchimista, massone, letterato e accademico italiano; Torremaggiore, 30 gennaio 1710 – Napoli, 22 marzo 1771)