
Le
cosiddette macchine anatomiche sono due corpi, di un uomo e di una
donna, completamente scarnificati, esposti nella Cappella Sansevero,
nella città di Napoli.
Nei corpi è possibile osservare in modo molto
dettagliato, l'intero sistema circolatorio costituito da vene, arterie e
capillari. I due corpi, secondo una leggenda popolare, sarebbero il
risultato di esperimenti effettuati da Raimondo di Sangro,
principe di San Severo, e da un anatomista palermitano, tale Giuseppe
Salerno, intorno al 1763 su due servi del principe a cui sarebbe stata
iniettata una sostanza capace di trasformare in metallo il circuito
sanguigno.
Furono descritti, con dovizia di particolari per la prima
volta già nella Breve Nota, una guida settecentesca al Palazzo di
Sangro e all'adiacente cappella, che riporta l'esistenza anche del
«corpicciuolo d'un feto» con tanto di placenta. Questa terza «macchina» è
rimasta visibile fino agli ultimi decenni del XX secolo, quando fu
rubata. Le macchine si trovavano inizialmente nel cosiddetto
appartamento della fenice del Palazzo di Sangro, e furono portate nella
cavea della cappella solo anni dopo la morte di Raimondo di Sangro.
Nel 2008 i ricercatori dell'University College London hanno ricevuto
l'autorizzazione da parte degli attuali proprietari della cappella a
eseguire esami scientifici sulle due «macchine»; da tali studi è emerso
che gli scheletri sono effettivamente umani, ma i sistemi circolatori
sono completamente artificiali e costituiti da filo metallico e cera
colorata. Sempre secondo questi ricercatori vi sarebbero alcuni piccoli
errori nella riproduzione del circuito sanguigno, e nessuna persona
reale sarebbe stata in grado di vivere se avesse avuto tali
malformazioni.
(Raimondo di Sangro, o de Sangro, VII principe di
Sansevero, esoterista, inventore, anatomista, militare, alchimista,
massone, letterato e accademico italiano; Torremaggiore, 30 gennaio 1710
– Napoli, 22 marzo 1771)