"Dicono che sono odioso e tratto i miei attori come se fossero cani,
insomma pare io sia il tipico tedesco d'anteguerra. Ma so quello che
faccio: è il mio metodo. Devo spazzar via la crosta di una falsa
tecnica, e portare alla luce il vero sentimento, che è come un seme
nascosto sotto la grazia superficiale di una ragazza. Li guardo
duramente: mai in vita loro si sono sentiti trattare con tanta asprezza,
li investo, li schiaccio col sarcasmo, le male parole, il disprezzo, e
hanno tutti voglia di andarsene. È allora che arrivo al fondo del loro
animo e lo guido verso la sua naturale espressione."
(Erich von Stroheim, regista e attore; Vienna, 22 settembre 1885 – Maurepas, 12 maggio 1957)

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