"C'era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri
invece godono di eternità. Quand'ero piccolo, da grande volevo
diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si
può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile
ucciderlo. Mentre un libro, quand'anche lo si distrugga con metodo, è
probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di
scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche
sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver." Da Una storia di amore e di tenebra, traduzione di E. Loewenthal, Feltrinelli.
(Amos Oz, nato Amos Klausner, scrittore; Gerusalemme, 4 maggio 1939 – Tel Aviv, 28 dicembre 2018)

Nessun commento:
Posta un commento