"Le nostre idee, i nostri idoli, le nostre costumanze presuntamente
sante, e le nostre visioni che passano per ineffabili, mi sembravano
generati senz'altro dai sussulti della macchina umana, al pari del
soffio delle narici o delle parti basse, del sudore e dell'acqua salata
delle lacrime, del sangue bianco dell'amore, dei liquami e degli
escrementi del corpo. Mi irritava che l'uomo sprecasse così la propria
sostanza in costruzioni quasi sempre nefaste, parlasse di castità prima
di aver smontato la macchina del sesso, disputasse di libero arbitrio
invece di soppesare le mille oscure ragioni che ti fanno battere le
ciglia se improvvisamente avvicino ai tuoi occhi un legno, o di inferno
prima di aver interrogato più dappresso la morte." Da L'opera al nero.
(Marguerite Yourcenar, pseudonimo di Marguerite Cleenewerck de Crayencour, scrittrice e prima donna eletta alla Académie française; Bruxelles, 8 giugno 1903 – Mount Desert, 17 dicembre 1987)

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