"La contemporaneità non esiste. Non esiste, dopo la Relatività, nella
fisica e non esiste, dopo la Storia, nell'arte. Che i classici siano
nostri contemporanei è un conforto idealistico e una menzogna
pubblicitaria. Questa però non è una conclusione, ma una premessa.
L'esperienza dei classici ci dice il contrario. Non sono nostri
contemporanei, siamo noi che lo diventiamo di loro. Dimenticarli in nome
del futuro sarebbe il fraintendimento più grande. Perché i classici
sono la riserva del futuro." Da I contemporanei del futuro. Viaggio nei classici, Mondadori, Milano, 1998.
(Giuseppe Pontiggia detto Peppo, scrittore e critico letterario; Como, 25 settembre 1934 – Milano, 27 giugno 2003)

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