"Il portatore d'arte
è statisticamente asociale, sa poco o niente di ciò che viene prima e
dopo di lui, vive solo per il suo materiale interiore, per esso
raccoglie in sé impressioni, se le tira dentro, così profondamente
dentro di sé fino a toccare il suo materiale, sommuoverlo e provocare
delle scariche. A lui non interessa la diffusione, l'azione in
superficie, l'allargamento della ricezione, la cultura. Egli è freddo,
il materiale va mantenuto freddo, egli deve dare forma ai sentimenti,
alle ebbrezze a cui gli altri possono umanamente abbandonarsi, e ciò
significa indurirli, raffreddarli, conferire stabilità a ciò che è
molle. Per molti aspetti è cinico e afferma addirittura di non essere
nient'altro che questo, mentre gli idealisti siedono tra i portatori di
cultura e i ceti che producono reddito." Da Deve la poesia migliorare la vita?, in Lo smalto sul nulla.
(Gottfried Benn, poeta, scrittore, saggista; Mansfeld, 2 maggio 1886 – Berlino, 7 luglio 1956)

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