Scorre nel sangue mio senza memoria
l’estate, arido tempo.
Tutto ha bruciato il cielo
che l’umido riso di marzo apriva a un abbraccio sereno.
Non ricordo la fiorita dei mandorli,
il ritorno della gioia alata sul mondo spento,
il ridesto tumulto delle acque,
il verde inizio della lieve festa.
Torna dal breve esilio la morte eterna,
torna a regnare dal suo trono di terra sulle cose finite.
Tempo di fede e giovinezza non è piú.
Rapido corse amore alla meta bugiarda,
il vento che ingannò le ultime rose
svelò al traguardo il suo artiglio di fuoco.
(da La breve luce, 1969)
(Elena Clementelli, poetessa, traduttrice, critica letteraria; Roma, 8 marzo 1923 – 31 gennaio 2019)

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