"Vi saluto tutti e chiudo tristemente pensando che, come sempre, ha vinto
la destra. Infatti la pistola che mi libererà da questa squallida
camicia di forza che è la vita l’ho comprata per difendermi dai
fascisti. Hanno vinto loro!
Maria José, non avertene a male. Sei una donna giovane, intelligente,
colta e hai degli occhi molto belli ed espressivi. La colpa non è tua e
ti auguro di trovare un altro compagno, più giovane e allegro del
Quattrucci. Ti sconsiglio gli artisti in generale e i pittori in
particolare.
Mi ucciderò nel mio studio con una Colt Cobra calibro 38.
Lo farò con la porta chiusa, poiché i corvi dell’orto botanico e i cani
degli amici sono amici del sangue e ciò, dal punto di vista estetico, mi
darebbe veramente fastidio. Sono un “perfezionista” fallito.
Delego la correzione delle bozze a Fortunato Bellonzi che penso ritenga
questa lucida testimonianza degna di essere presa in benevola
considerazione e trattata con il dovuto rispetto.
Addio." dalla lettera che lasciò ad amici e parenti.
(Carlo Quattrucci; Roma, 3 maggio 1932 – Roma, 28 aprile 1980)

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