martedì 28 aprile 2026

 

Don Peppino, 1971, olio su tela, 80x40 cm.

"Vi saluto tutti e chiudo tristemente pensando che, come sempre, ha vinto la destra. Infatti la pistola che mi libererà da questa squallida camicia di forza che è la vita l’ho comprata per difendermi dai fascisti. Hanno vinto loro!
Maria José, non avertene a male. Sei una donna giovane, intelligente, colta e hai degli occhi molto belli ed espressivi. La colpa non è tua e ti auguro di trovare un altro compagno, più giovane e allegro del Quattrucci. Ti sconsiglio gli artisti in generale e i pittori in particolare.
Mi ucciderò nel mio studio con una Colt Cobra calibro 38.
Lo farò con la porta chiusa, poiché i corvi dell’orto botanico e i cani degli amici sono amici del sangue e ciò, dal punto di vista estetico, mi darebbe veramente fastidio. Sono un “perfezionista” fallito.
Delego la correzione delle bozze a Fortunato Bellonzi che penso ritenga questa lucida testimonianza degna di essere presa in benevola considerazione e trattata con il dovuto rispetto.
Addio." dalla lettera che lasciò ad amici e parenti. 

(Carlo Quattrucci; Roma, 3 maggio 1932 – Roma, 28 aprile 1980) 

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