"La recitazione è un mestiere passivo, e l’attore è una persona costantemente preoccupata di sé, condiscendente con le proprie ansie. Quand’ero giovane non volevo vivere in attesa di una telefonata come capita agli attori. Forse non avevo sufficiente passione per il mestiere. Invece tutti i film che ho fatto come produttore mi hanno veramente appassionato: si può passare la serata a parlare del soggetto, ci si ingegna a risolvere le difficoltà, e scovare soluzioni. Mi piace cambiare mondo per ogni film, scoprire nuove attitudini. Io non sapevo nulla di insetti, o della guerra d’Algeria, o del mare: ogni volta imparo cose nuove. Non ho studiato, ho fatto solo qualche mese di scuola di recitazione, e realizzando questi documentari entro in contatto con scienziati e studiosi che a scuola non avrei mai conosciuto. E poi per me la produzione non è un mestiere bensì un modo di vivere." da un'intervista di Camilla Baresani per Vanity Fair del 2005.
(Jacques Perrin, pseudonimo di Jacques-André Simonet, attore, regista e produttore cinematografico; Parigi, 13 luglio 1941 – Parigi, 21 aprile 2022)

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