"Come un imbuto viscido il cortile, con la punta verso il cielo e i muri
lebbrosi fitti di miserabili balconi; gli archi dei terranei, neri, coi
lumi brillanti a cerchio intorno all'Addolorata; il selciato bianco di
acqua saponata, le foglie di cavolo, i pezzi di carta, i rifiuti, e, in
mezzo al cortile, quel gruppo di cristiani cenciosi e deformi, coi visi
butterati dalla miseria e dalla rassegnazione, che la guardavano
amorosamente. Cominciarono a torcersi, a confondersi, a ingigantire. Le
venivano tutti addosso, gridando, nei due cerchietti stregati degli
occhiali. Fu Mariuccia per prima ad accorgersi che la bambina stava
male, e a strapparle in fretta gli occhiali, perché Eugenia si era
piegata in due e, lamentandosi, vomitava." Da Un paio di occhiali; in Il mare non bagna Napoli, Adelphi, 2014.
(Anna Maria Ortese; Roma, 13 giugno 1914 – Rapallo, 9 marzo 1998)

Nessun commento:
Posta un commento