"Il problema della lingua è stato agitato da parecchi scrittori della
nostra letteratura: Leopardi, ad esempio, guarda oltralpe, afferma che
il francese tende all'unità, è una lingua che si è geometrizzata a
partire dall'epoca di Luigi XIV, mentre in Italia esistono un'infinità
di lingue. La Francia ha "perso l'infinito" che aveva in origine, mentre
l'Italia lo ha mantenuto, ha mantenuto cioè la possibilità di
alimentare la propria lingua attraverso l'apporto delle parlate
popolari, dei dialetti." Da un'intervista per Il Corriere di Como, 19 novembre 1997.
(Vincenzo Consolo, scrittore e giornalista; Sant'Agata di Militello, 18 febbraio 1933 – Milano, 21 gennaio 2012)

Nessun commento:
Posta un commento